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Potessi raccontare
La immagine sfuocata
Che dal mare giunge
Nel luglioagosto senza fine
Quando il sole s’appresta a declinare
Su certi scogli di bianca spuma
Mentre l’ondoso ritmico incessante perpetuare d’onde
M’avvolge la pelle nuda dei piedi
Mentre la tramontana ispida mi sconfigge la carne
E si insinua acerba e triste
Nelle sottili pieghe rugose che mi corrono il volto
Potessi pennellare con ipotetico colore
Sulle tele vuote di cornici appese alle bianche pareti
Il timido e tiepido incontro col settembre prematuro
Lo schiaffo del silenzio in rival mare
L’aria odorosa e mite della notte salentina
Seduta sul gradino di cemento che mi accompagna sul mondo solitario esterno e assente
Uscendo dalla casa troppo calda e insufficiente a riposare
Potessi musicare un solo istante
Dell’estasi mattutina al primo saluto del sole nuovo
Ancora incerto nebbioso e calmo
Prima del rabbioso brivido di sfida
Al mezzogiorno infuocato e anche oltre
Nel meriggio senza suoni e ombra di colore
Mentre boccate d’acqua mi scorrono nel gozzo
Alla ricerca di un esile godere di freschezza
Dentro l’afa umida e appiccicosa
Potessi vivere che solo di tutto questo
Potessi essere solo un pezzo di intonaco sullo stipite della porta
Nell’imbotto sotto il legno
A guardare non guardato
Di ogni stagione il dentro e il fuori
Sarebbe la più ragionevole vita da immaginare
In mezzo a tanto scempio di vite senza senso
E onde senza schiuma
Che senso non hanno se non di morire....
Ely
Pensieri scritti da
Melien alle 11:48 |
permalink | commenti (1) | categoria:poesie di ely
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